Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), introdotto dal regolamento europeo ESPR, assegna a ogni prodotto un’identità digitale — tipicamente un QR code — che racconta origine, materiali, riparabilità e impatto ambientale. Non è fantascienza: è già in calendario. Per chi produce tessile, batterie, mobili o componenti in metallo, il DPP diventa obbligatorio tra il 2026 e il 2029. Chi organizza i dati per tempo trasforma un obbligo in un vantaggio di filiera.

Quando diventa obbligatorio il DPP?

L’ESPR è in vigore da luglio 2026, ma gli obblighi arrivano per settori e scaglioni. Le date chiave: batterie dal 18 febbraio 2027 (prima scadenza confermata), tessile e pneumatici dal 2027, mobili dal 2028, materassi dal 2029; tra i prodotti intermedi, ferro e acciaio dal 2026 e alluminio dal 2027. Restano esclusi alimentari, farmaci e veicoli, disciplinati a parte. Per il distretto calzaturiero e tessile marchigiano, il 2027 è dietro l’angolo.

Quali dati dovrà contenere il passaporto?

In sintesi: identificazione univoca del prodotto, composizione e materiali, provenienza, istruzioni per riparazione e riciclo, informazioni su durabilità e impronta ambientale. Il problema per le PMI non è il QR code: è avere quei dati organizzati e affidabili, spesso oggi sparsi tra fornitori, fogli Excel e documenti cartacei.

Come aiuta l’intelligenza artificiale?

L’AI è la leva per non annegare nella raccolta dati:

  1. Estrazione dati da schede tecniche, fatture e documenti dei fornitori senza ricopiatura manuale.
  2. Organizzazione e controllo della coerenza delle informazioni lungo la filiera.
  3. Aggiornamento continuo del passaporto quando cambiano materiali o fornitori.

È lo stesso lavoro sui dati che serve per la sostenibilità e la rendicontazione ESG.

Perché muoversi ora conviene?

Perché i grandi committenti chiederanno il DPP ai fornitori prima ancora dell’obbligo di legge, per mettersi al sicuro. Arrivare preparati significa restare nella filiera; arrivare tardi significa esserne esclusi. E impostare oggi la raccolta dati costa meno che rincorrerla sotto scadenza.

FAQ

Il DPP riguarda solo i grandi produttori? No: riguarda chi immette il prodotto sul mercato UE, comprese le PMI dei settori interessati. Devo cambiare gestionale? Non necessariamente: spesso si struttura un livello dati sopra i sistemi esistenti. Da dove parto? Da una mappatura di quali dati prodotto hai già e quali mancano. È il primo passo che facciamo insieme.

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